Mediazione - Studio Legale Mammana

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                                                Mediazione

E' l’alternativa al giudizio perché una questione legale, con le sue implicazioni giudiziarie, blocca i Vostri interessi per un tempo indeterminato.                                                   
Vi impedisce di essere meglio operativi, attivi ed organizzati.

Vi ferma.

Il passaggio del tempo e l’immobilismo inevitabilmente danneggia l’oggetto della contesa.

Volete uscirne, ma non in tempi biblici.

Temete che gli avvocati cui vi rivolgerete Vi prospetterebbero lunghe e costose azioni processuali, ma Voi vorreste risolvere il problema in giusti tempi: mesi e non anni! Provate a contattarmi per attivare una mediazione o per rispondere ad una chiamata in mediazione.

Nel 2010 il legislatore italiano ha introdotto l’Istituto della Mediazione con il D. Lgs 28/10 recependo una direttiva europea, già in vigore in altri stati della Comunità Europea.
 
La mediazione ha rivoluzionato l’approccio al mondo giustizia.
 
Ho approfondito l’istituto frequentando corsi di formazione sull’argomento tenuti dall’Associazione Equilibrio nel 2011 e nel 2013.
 
Dal 2011 sono diventata mediatrice presso l’ Organismo di Mediazione del Foro di Busto Arsizio.
 
***
 
Sono profondamente convinta delle ottime potenzialità della mediazione, se professionalmente condotta.
 
 
Oggi, un buon avvocato aggiornato, più che impegnare automaticamente la giurisdizione per vari anni, dà la priorità alla mediazione, procedura della durata di tre/sei mesi, ovviamente con costi più contenuti rispetto al procedimento giurisdizionale.
 
 
Tra i vari tipi di mediazione quella di cui mi interesso  riguarda il diritto civile, condominiale, bancario, societario ed il diritto di famiglia.
 
Anche in occasione di separazioni e “divorzi” i coniugi  possono trovare un accordo per definire congiuntamente e consensualmente le vertenze che pongono fine alla loro unione matrimoniale.
 
Agendo di fronte al Tribunale con ricorso congiunto in breve si pone fine alla vicenda giudiziaria, con risparmi economici, di tempo e stress e positive ricadute sulla possibilità di proseguire un rapporto civile con l’ex coniuge per continuare serenamente la relazione genitoriale con i propri figli.
 
 
Mentre le cause lacerano definitivamente il tessuto sociale, la mediazione cerca di ripararlo, mettendo le parti in comunicazione diretta rendendole protagoniste della procedura, a differenza del processo dove le parti subiscono l’autorità di chi decide per loro. Compito del mediatore è aiutare le parti a comunicare i loro dissidi e cercare una soluzione condivisa della vicenda. Non è impossibile. Perché sono convinta che nella maggior parte dei casi ciò che le parti desiderano veramente  risolvere il problema.
 
 
Come avvocato Mediatore intervengo in mediazione quale incaricata dell’organismo.  La legge dispone che le parti in mediazione debbano essere necessariamente assistite da un avvocato che fornisca la consulenza ai loro clienti.
 
Ecco io svolgo entrambi questi ruoli, a seconda che sia incaricata dall’Organismo cui aderisco quale Mediatore, oppure che la parte che vuole entrare in mediazione mi incarichi come Avvocato di seguirla in questo percorso di mediazione, mai ovviamente sovrapponendo i due ruoli nella medesima mediazione.
 
 
Ci sono vari tipi di mediazione:

1  -  Mediazione volontaria  od  obbligatoria prima di accedere alla causa
2  -  Mediazione congiuntamente richiesta al giudice in corso di causa
3 - Mediazione delegata dal Giudice stesso, quando, magari anche in fase di appello, si rende conto che è interesse delle parti definire una controversia che, indipendentemente dalla vittoria in giudizio dell’una o dell’altra potrebbe nuocere ad entrambe.
 
 
Quando  le parti si  “imbarcano” in una controversia non sempre sono pienamente informate; non sanno ad esempio che possono intervenire molteplici fatti (anche non giuridici) che influenzano, non sempre positivamente, l’andamento di una causa, ad esempio la chiusura di una società  o il suo fallimento; ma molte altre ancora anche imprevedibili.
 
 
Sono proprio tutti consapevoli che perfino diritti sanciti in una sentenza possono, di fatto, essere spesso frustrati di fatto, ad esempio per la difficoltà od impossibilità dell’esecuzione della sentenza?
 
 
Molto spesso avviene che le parti siano prostrate dall’andamento di una causa, iniziata da vari anni  che si dipana nel primo grado, nel secondo e nel processo di Cassazione; ad aggravare la causa  possono intervenire procedimenti cautelari o di urgenza che si intersecano al procedimento principale appesantendolo ulteriormente sotto vari profili; non solo i diritti controversi creano stress e frustrazione alle parti,  anche le parcelle legali possono amareggiare le fasi, magari alterne, della controversia.  
 
 
Ciò non significa che bisogna escludere l’azione in giudizio o che si debba rinunciare ad affrontare una questione che ci crea seri problemi.
 
Esistono metodi di risoluzione alternativi, come la mediazione, che non attua lo schema io vinco tu perdi del processo civile, che spesso è vissuto come una battaglia all’ultimo sangue dove il nemico va annientato.
 
La mediazione attua lo schema io vinco /tu vinci, perché si basa sulla soluzione degli interessi, non solo sui diritti.
 
Bisogna agire in modo informato; la mediazione è utile anche nel caso in cui non raggiunga risultato positivo, perchè le parti hanno avuto l’occasione di parlarsi, di focalizzare le problematiche che le impegnano e sono certamente più consapevoli della loro posizione e delle implicazioni di una causa. Può avvenire che alcune parti in mediazione si riescano ad accordare, altre no nella medesima mediazione, quindi la causa ulteriore risulta semplificata dalla diminuzione dle numero delle parti in contesa e quindi delle questioni da risolvere.
 
 
E’ quindi opportuno effettuare sempre, sia prima che dopo l’inizio di una causa, l’analisi del conflitto da parte di professionisti indipendenti ed estranei ai fatti ed atti della procedura da avviare o già avviata.
 
L’analisi del conflitto giudiziario può aiutare le parti a decidere, anche di uscirne, oppure di proseguire la vertenza, ma in modo informato.
 
Quali risorse libera la mediazione volta all’accordo in una situazione di fatto bloccata? Potenzialmente moltissime.
 
Pensiamoci!
 
Non è mai troppo tardi o troppo presto per intraprendere una mediazione professionale.
 
 
L’attività di mediazione gode della riservatezza per legge ed è seriamente regolamentata dalla legge con un sistema di incompatibilità per garantire la effettiva terzietà del mediatore sia quando agisce all’interno dell’Organismo di Mediazione di cui è parte, sia quando diffonde la cultura giuridica della mediazione da libero professionista assistendo una parte privata.
 
 
Forse la Mediazione può essere la soluzione giusta per Voi, provate a contattare il mio studio: parliamone!

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